DAL 21 AL 30 LUGLIO 2018 @ECOLANDIA

Camera 237

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INSTALLAZIONE INTERATTIVA 21/7/2018
I am nature

“I am nature. I’m alive. Alive, breath, dress myself. I eat, I build, I destroy. I am the worst living thing in the world. I do not care what or who I have before me. Nature does not belong to me,God is dead, I’m destroying the rest. I am nature but I forgot it.”
“io sono natura. io sono vivo. vivo, respiro, abito. io mangio, costruisco, distruggo. sono l’essere vivente peggiore al mondo. non mi interessa ciò o chi ho davanti a me. la natura non mi appartiene, Dio è morto, il resto lo sto distruggendo io. io sono natura ma l’hodimenticato.”

Siamo confinati in un mondo futile e malvagio che abbiamo costruito noi. Pensando di evolvere non abbiamo mantenuto un rapporto con la natura e abbiamo dimenticato cos’è chesiamo cercando di fortificare un chi è che siamo. La scusa dell’intelligenza ci ha portati versol’ignoranza. I migliori mezzi nel peggiore dei modi.

Abbiamo la presunzione di decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato non solo per noi ma per tutto ciò che ci circonda. Nient’altro è padrone, siamo noi ad essere padroni di ogni cosadividendocelo tramite confini e regole sempre decise da noi in modo totalmente arbitrario edel tutto innaturale. L’ossessione al miglioramento ci ha allontanato dalle nostre origini, dal rispetto per noi stessi, dei nostri simili e chi, per natura, è completamente diverso da noi. La legge del più forte. Siamo padroni di qualcosa che non ci appartiene. Ogni essere intelligentedovrebbe essere leader e l’essere migliore dovrebbe essere leader di tutto il sistema non padrone. Abbiamo perso i punti di vista. Tutto ciò per evitare le domande, per essere immersi in deviazioni, vincoli e certezze che come uno dei peggiori virus ci contagia e si espande utilizzando tutto il meglio che fa parte di un sistema. Un cancro, siamo diventati il cancro della terra e stiamo riuscendo ad ucciderci ed uccidere tutto ciò che ci sta intorno, tutto ciò che è natura.

Il progetto propone una serie di domande, di analisi, di suggestioni. Dei punti di osservazione, di ascolto. Sono i sensi che dovremmo ascoltare, quei sensi che abbiamo raffreddato.
Il progetto è stato ideato lavorando sul concetto appena espresso e l’interazione con il luogo dove verrà prodotto. Il Face Festiva di Reggio Calabria è il luogo o meglio il momento. Il luogo è il Parco Ecolandia, un parco definito ludico, tecnologico e ambientale. E’ stato ideato unprogetto con due installazioni interattive.

Vision Point

La prima installazione è pensata come un osservatorio. Un insieme di elementi, separati, fini a se stessi. Tre supporti che racchiudono un’immagine semi trasparente. ogni supporto è affiancato da due vasche basse contenenti del liquido denso di colore rosso scuro. Tutte e tre i supporti allineati, in sequenza con a capo un osservatorio. Il fruitore può scegliere di osservare gli elementi separati o può scegliere un altro punto di vista e vederli come un unicoelemento. Tramite l’osservatorio infatti le tre immagini si sommano e ne formano una completa. Bisogna osservarla bene e poi osservarsi.

Listening Point (n. 5 postazioni audio)

L’installazione è pensata come un luogo di ascolto. Vi sono 5 postazioni, due sulla destra, due sulla sinistra ed una al centro in una piccola stanza chiusa. Sono cinque punti di ascolto in piedi. Ogni postazione mette a disposizione al fruitore alcuni elementi, tra cui, comuni a tutte, un’immagine, delle cuffie ed una lista di istruzioni. Il fruitore seguirà le istruzioni, punto per punto, finché si ritroverà anche in questa situazione a girarsi verso se stesso, dopo aver ascoltato si sentirà in dovere di ascoltarsi.

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