DAL 29 LUGLIO AL 2 AGOSTO @ECOLANDIA

Fonte&Poe

Fonte&Poe, lavorano insieme dal 2009 – e contemporaneamente sviluppano progetti artistici individuali, tra Italia e Slovenia, utilizzando media diversi, tra i quali, principalmente il video, l’installazione e la performance. I temi ricorrenti della loro ricerca riguardano la posizione dell’identità contemporanea in una realtà instabile, riflettendo sul crollo continuo dei punti di riferimento, esplorando la trasformazione del concetto di appartenenza e la mutevolezza della memoria.

Investigano la possibilità di una nuova ritualità contemporanea componendo cerimonie astratte, azioni simboliche e i loro elementi e tracce. Il loro lavoro nasce dall’interferenza tra intuizione e analisi del presente confrontata con una ricerca di esperienze site-specific. Ricercano una comunicazione essenziale capace di ramificarsi con autonomia, svincolarsi dalla sua origine e innescare un dialogo diretto ed emozionale con l’osservatore e con il suo apparato iconografico e culturale di riferimento.

Alessandro Fonte (Polistena, Reggio Calabria, Italia, 1984) ha studiato alla Unical di Arcavacata e alla Estav di Barcellona; Shawnette Poe (Varsavia, Polonia, 1980) si è formata alla University of Arts di Brema. I loro lavori sono stati selezionati per mostre e festival in Europa, Africa e America. Nel 2012 realizzano un progetto site-specific per il Chiostro del Bramante a Roma. Nello stesso anno sono tra i 12 artisti invitati a VIVA festival internazionale di performance prodotto dal MAXXI di Roma e curato da Tania Bruguera e Cristiana Perrella. Dal 2013 sono parte del progetto itinerante Videonomad esposto in diverse sedi in Africa tra cui nel 2014 Dak’art OFF durante Dak’Art- 11ème Biennale de l’Art Africain Contemporain. Nel 2014 partecipano a Objects – Memory and addiction, una selezione dei più significanti video artisti contemporanei italiani curata da Giovanni Viceconte al Museo di Architettura e Design di Ljubljana. Nel 2015 come vincitori di un bando europeo svolgono una residenza artistica a Castelbuono all’interno del programma iART in collaborazione con il Comune di Castelbuono, il Museo Civico e il Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo.

DRY OR DROWN

Un gruppo di persone risale a piedi, controcorrente, il letto semi-prosciugato di un torrente percuotendo ritmicamente pietre e legna fino all’incontro con una istruttrice che li guida in una silenziosa esercitazione mentre il giorno volge al termine.

L’azione si configura come un rituale atemporale legato alla mitologia delle acque la cui presenza, ricchezza, incostanza e rischio hanno tracciato la storia del territorio della Sibaritide sin dai tempi dei primi insediamenti enotri e magno greci. Protagonista della nascita e declino di Sibari, le cui rovine oggi sono tenute all’asciutto con costante sforzo, l’acqua era oggetto di offerte sacre alla dea Atena. Tuttavia non si hanno testimonianze significative relative alla pratica del nuoto. “Dry or Drown” stabilisce una connessione tra luogo, passato e presente sfumandone i contorni, oscillando tra azione performativa e immagine cinematografica, rituale sacro ed esercizio sportivo, mitologia greca e percezione contemporanea di emergenza.

 

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