DAL 21 AL 30 LUGLIO 2018 @ECOLANDIA

Giuseppe Negro

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SITE SPECIFIC 22/7/2018
Geometria incompiuta

Come un collezionista cerco con molta cura i pezzi più convincenti, non per farne un inventario, ma per inventare un universo artistico dal potere simbolico ed evocativo, con cui dar vita ad Architetture senza tempo. Con legno bruciato e carbone metto in scena la speranza del ricordo del passato, affinché qualcosa sopravviva, attraverso la riformulazione dell’arte. Sono cose con cui rievocare ciò che è lontano per estensione e durata. Recuperare il passato attraverso gli oggetti, significa per me agire sul presente e in qualche modo purificarlo con forme che cercano e creano altre forme. Le mie opere sono un insieme di narrazioni scenografiche, paesaggi architettonici, spazi solcati da differenze e dislivelli di tensione; sono luoghi dove ogni cosa conquista un’aura di sacralità.

CONCEPT

Per FACE Festival, il cui obiettivo è quello di legare l’arte al territorio, dimostrando che gli artisti non sono sordi alle tematiche sociali, alle questioni ambientali ed ecologiche, mi propongo di realizzare un’opera site- specific, che sia il frutto di una progettazione architettonica che abbia particolare attenzione alle tematiche energetiche di ecosostenibilità. Un’opera che al contempo sia attenta alle esigenze della vita contemporanea, dunque al valore educativo dell’arte, attraverso pratiche di partecipazione attiva e condivisa, in linea con le ricerche più sperimentali ed innovative.

Nello specifico Geometria incompiuta è una struttura composta dall’assemblaggio di tessere, dipinte di colori scuri, che riecheggiano il colore nero del legno bruciato, solito del mio lavoro. Nell’opera le tessere sono metaforicamente unite dallo sviluppo frammenti di legno bruciato, giustapposti ed aggettanti rispetto alla struttura.

Dopo aver condotto accurati sopralluoghi, l’opera sarà collocata in uno spazio aperto ad hoc, immerrsa nella natura, intrecciando con essa un dialogo serrato e tracciando i segni di una nuova struttura ambientale ed atmosferica, in cui la pavimentalità (floorness) interrotta dalla spazialità estesa degli esili frammenti di legno, è abbandonata in favore dell’oggettualità (thingness), attraverso lo sviluppo progressivo ed incompiuto di questa geometria, che ingloba gradualmente tutto lo spazio a disposizione, sino a coinvolgere anche il fruitore. Difatti l’opera, dalla forma irregolare (dimensioni circa m 6 x 2), sarà aperta – secondo la definizione di Umberto Eco – per promuovere nel pubblico atti di libertà cosciente, ovvero al centro di una rete di relazioni inesauribili, attraverso le quali l’opera struttura la propria forma, di volta in volta sempre diversa. Essa dunque non sarà determinata da una necessità che le prescrive i modi definitivi dell’organizzazione dell’opera fruita finita; ma si consegna materialmente incompiuta, soggetta ad una risposta libera ed inventiva del fruitore.

Geometria incompiuta vuole essere un’opera aperta, dal carattere relazionale: posta in stretto legamente con l’ambiente circostante e con il pubblico. Parte del tutto, della complessità del reale in cui siamo calati, l’opera è un invito a raccogliersi in un momento di riflessione, ulteriore caratteristica del mio fare, verso una difficile e silenziosa pratica di annullamento, di presa di distanza dalle cose del mondo, fino al punto in cui la mente abbraccia in uno stato di quiete la totalità della propria esistenza, in armonia con la spazialità che la circonda.

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GIUSEPPE NEGRO

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