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L. A. B. 1

Il  L. A. B. 1  è nato nell’anno accademico 2003/2004 come progetto sperimentale di Filippo Malice presso l’Accademia di Belle Arti di Sassari con l’intento di dare vita ad una cattedra di scultura aperta a tutti i corsi.  Nell’agosto 2005  viene trasformato da Malice in un collettivo artistico che sarà da lui coordinato in tutte le sue successive manifestazioni. È una sigla che identifica un gruppo di artisti (la cui composizione –ad eccezione dell’ideatore Filippo Malice, sempre presente- ha subìto negli anni continue rimodulazioni) che lavorano esclusivamente con materiale di recupero reperito sul territorio che viene riconvertito in opera d’arte, modificando e “segnando” l’ambiente circostante (vedi le installazioni il “Barone rosso” del MU.SA.BA. di Mammola o il “Minotauro” di Ustica, realizzate da Malice  in collaborazione con una differente composizione del LAB1). L’opera viene ideata e creata di volta in volta assemblando in modo sapiente oggetti di scarto di ogni tipo (bulloni, cerchioni, pezzi di motori, pasticche dei freni, pistoni, bielle, ingranaggi). L’esito è una sorta di ready-made “ribaltato”: si tratta infatti di oggetti “cercati” più che “trovati”, che riacquistano un nuovo uso davanti agli occhi stupiti del fruitore. Tra gli obiettivi prioritari del collettivo vi è la promozione e lo sviluppo delle arti visive, tanto a livello nazionale quanto su base territoriale, che testimonia l’interesse del gruppo artistico di interagire con il territorio e con le sue istituzioni,  affermando la propria centralità sul piano artistico, estetico e culturale. In quest’ottica sono state realizzate di recente dal L.A.B.1 (formato da Filippo Malice in collaborazione con Luciano Stelitano, Andrea Leuzzo e Giuseppe Lococo) opere come la monumentale “Atena”   (per l’Aeroporto dello Stretto di Reggio Calabria) o l’installazione site specific “Riflessi” (donata all’Osservatorio sulla ‘Ndrangheta di Reggio Calabria) .

Questa azione di rivitalizzazione dello scarto (riportato a nuova vita e nobilitato attraverso un’operazione di vera e propria transustanziazione) definisce l’opera d’arte in una prospettiva di sostegno delle pratiche ambientali del riuso e del riciclo, in cui l’operazione artistica e la creatività aiutano a risarcire l’ambiente ferito e offrono uno spunto di riflessione etica oltre che estetica alla meditazione del fruitore.

Hanno fatto parte o collaborato con il collettivo artistico, Giuseppe Guerrisi, Antonino Triolo, Giulio Manglaviti, Gianfranco Pulitanò, Manuela Belvedere, Kizzi Abbate, Donatella Sturniolo, Giuseppe Mafrici, Francesco Caridi, Rossana Marrara, Maria Cristiana Crea, Ivan Corsaro, Lucia Coniglione, Mariagrazia Barbagallo, Walter Di Santo, Francesca Sabeto, Lipika Mafrici, Milena Praticò, Davide Negro, Karine Mascarenhas, Maria Celeste Boemi, Luigi Scopelliti, Totò Ivan Romeo, Sergio Campolo, Giuseppe Costantino, Diego Dagostino.

Attualmente il collettivo artistico L.A.B.1 è formato da Filippo Malice, Luciano Stelitano, Andrea Leuzzo e Giuseppe Lococo.

 

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