DAL 29 LUGLIO AL 2 AGOSTO @ECOLANDIA

LUIGI SCOPELLITI

“Dall’abbandono, dal vuoto e dallo stato primordiale della materia, traggo forme e figure che vogliono mantenere quell’arcaicità e suggerire presenze primordiali: e il gioco, qualche volta, sta tutto nella contrapposizione tra queste forme primitive e la superficie fresca e levigata della pietra bianca, in cui sono scolpite; oppure nel contrasto tra le linee sinuose di un cigno e il ferro arrugginito col quale l’ho creato. La mia, è anche un’arte fatta di ricordi, di memorie, di passato, ma soprattutto di futuro: e mi riferisco alla nuova vita che in questo modo viene restituita ad un oggetto abbandonato, recuperato per far sì che continui a trasmettere sensazioni”.

Bestia per Amore

I lavori di Luigi Scopelliti – artista scultore classe 1988, proveniente da Cataforìo, un piccolo borgo in provincia di Reggio Calabria – pur prendendo forma da materiali poveri o di scarto spesso sfuggiti letteralmente alla discarica, selezionati e “salvati” dall’artista, si traducono in materia tutt’altro che morta ed inerte. Anzi, è quasi come se attraverso l’intercessione del loro giovane e amorevole padre-demiurgo vi venisse soffiata sopra una potente dose di quell’élan vital che gli restituirà una nuova e guizzante esistenza. Materia vivida e genuina, che acquista di volta in volta sembianze zoo o antropomorfe, oppure di creature mitologiche; e che persino quando è incaricata a rappresentare semplici oggetti di uso quotidiano ci appare altrettanto vibrante, già palpitante di un respiro interno. Sia che nasca dal candido gesso, da un materiale caldo come il legno o da uno duro e minaccioso come il ferro in stato avanzato d’ossidazione, quella di Luigi è un’arte fortemente sentita e sentimentale; nonché visceralmente legata ai luoghi e ai contesti sociali e culturali in cui è inserita, ai tempi e alle memorie. Come nella Sintesi di Baudelaire, dove la scelta dell’artista cade sulla rappresentazione di un animale dai forti richiami ancestrali e strettamente legato all’ambiente rurale: si tratta di una grande capra in gesso assisa su un regale piedistallo di mattoni, ostentando un dignitoso portamento di riscatto pseudo-umanoide. 

InVisualCafè

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