18•19•21•25•28 LUGLIO 2018 @ECOLANDIA

Mauro Laruffa

# ,

INSTALLAZIONE 

Water Memory IN DIPENDENCE OCTOPUS

MAURO LARUFFA

 

È il 2019.

Tutto è cambiato, nulla è uguale a prima.
Ogni sorta di modernità entra nelle nostre vite come il sole dalla finestra al mattino, con consuetudine, con naturale benevolenza.
Apparente.
Prepotente.
Moderna.
È la massificazione delle idee: son buone tutte, ognuna avrà utenza, ognuna avrà alma e vita.
“Anche gli stupidi potranno vedersi assegnare il premio Nobel”.
Non esistono distinzioni, sono svaniti i cardini del buon senso in un certo senso e atratti, ma per nulla scontati, quelli che definiamo “giovani”, son morti da tempo.
Quando eravamo piccoli noi…
Quando eravamo piccoli noi c’era sempre un bastone e quasi sempre una carota, ad oggi,troppi conigli.
La simbologia della piovra, dell’Octopus, penso rappresenti bene quel cambio di passo che la nostra società ha subito repentinamente e senza avviso.
I latini usavano il verbo tempto per definire il toccare, il tastare, da cui è derivato il termine tentacolo, qui rappresentato dalle lunga protuberanze ai cui terminali vi è il mezzo per il quale il mondo è mutato.
Sarebbe fuorviante, come certi scrittori, riferire ai social come unico strumento di distrazione dalla realtà.
Tuttavia bisogna dare credito e fare molta attenzione alle bugie da copertina, quelle chechiamano “fake news”.
La disinformazione dilagante e la mancata voglia di ricerca della verità uccidono edemarginano l’intellighenzia, che avrebbe dovuto dominare il mondo ed arricchire lecoscienze.
Immaginiamo ora la testa dell’Octopus come l’ipotetico centro di controllo delle ideesociali moderne e a capo mettiamo un solo rappresentante di tutti gli innovatori presunti, vedremmo un roteare vertiginoso, affannoso e dagli occhi infuocati.
Quella testa non è altro che una centrale di controllo.
Se da un lato i social e le mode hanno influenzato i nostri atteggiamenti e le nostreabitudini in maniera virale e opprimente, dall’altro ci siamo noi.
Ci siamo noi e la nostra mancanza di reazione, siamo vittime o fautori?
È una domanda annosa e cruciale, alla quale rispondere sarà la svolta per un futuro diverso, non del tutto migliore, ma quasi certamente, non omologato.

È il 2089.
Non è cambiato nulla.
I vecchi di oggi sono gli stessi che circa settant’anni prima dominavano piccole aree delmondo digitalmente globalizzato e piatto.
Nuovi capelli, nuove t-shirt, nuovi idoli, vecchie dipendenze e arroganti padroni mediatici della prima ora a farla da faccendieri.
Il mondo è stato avvolto da un esemplare mitologico simile ad una Piovra.
I suoi non sono tentacoli ma evoluti artigli, che graffiano e incidono.
I dettami arrivano sempre dall’alto, dalla piccola e blindata testa.
Gran parte della popolazione è assoggettata al suo volere.
La sola cosa che resta e sempre resterà viva, che da forza a chi si sta ribellando al mostro è la speranza, non dileguatasi come la vita , non morta come la passione, mai paga comel’arte.

TESTO A CURA di VINCENZO FURFARO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

www.facefestival.org @Ecolandia Parco ludico tecnologico ambientale - Via Scopelliti (Arghillà) - 89135 Reggio di Calabria (RC)

Associazione Cat.On.A. - Via dei Garibaldini, 55 - 89135 Reggio di Calabria (RC)