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Stellario Baccellieri

Perché le stelle? Perché da sempre indicano la strada ai viaggiatori, perché lui stesso è, insieme, stella e viaggiatore: stella, perché aiuta lo spettatore a viaggiare nel profondo dell’anima dei personaggi ritratti; viaggiatore, perché l’artista, prima di guidare gli altri a tali osservazioni, si mette in viaggio nei mari dei sentimenti, delle emozioni, del profondo Essere dei suoi personaggi, con la bussola dell’amore e dell’umiltà che non gli fa perdere ‘la retta via’. 

Stellario Baccellieri, nato a Reggio Calabria, è conosciuto in tutto il mondo come il pittore del Caffè Greco di Roma. Ha lasciato la Calabria nel 1976, insieme a tanti altri ‘compagni d’avventura’ che, pur continuando ad amarla profondamente, tentavano di sfidare il destino avverso di una terra che da sempre ha dato ben poco ai suoi ingegni. 

Ma i motivi per cui Baccellieri lascia Reggio e la sua gente sono diversi dai loro. Ha bisogno di studiare, di conoscere altre realtà, altre situazioni che siano di alimento al suo desiderio di cogliere nell’uomo la capacità e i modi di reazione e adattamento ai diversi momenti della vita. 

Si trasferisce a Roma, continuando a dipingere paesaggi e figure della propria terra d’origine: i luoghi ebbri della luce del sole, i cieli limpidi, i mari sconfinati , i personaggi che lottano con orgoglio e umiltà, mai con rassegnazione. 

Si reca, un giorno, al Caffè Greco, in via Condotti. A tre tavoli dal suo c’è Renato Guttuso.
Baccellieri disegna un suo ritratto e il giorno dopo, recandovisi nuovamente, lo mostra al grande artista siciliano. Guttuso ne è entusiasta. Elogia colui che di lì a poco diventerà un suo caro amico e lo incita a continuare su quella strada. Stellario diventa assiduo frequentatore del Caffè Greco e presto viene conosciuto e ammirato dai molti turisti e personaggi illustri delle élite romane e non, fermando con il pennello, sulla tela, ciò che Federico Fellini aveva fissato sulla pellicola cinematografica: la ‘dolce vita’. 

Ma il suo viaggio nell’universo umano non si ferma a Roma. 
Il Caffè Greco gli aveva insegnato che all’interno dei caffè storici si poteva incontrare un ricco ‘catalogo’ di emozioni, una serie infinita di stati d’animo che si potevano cogliere attraverso gli occhi dei sostanti. E’ allora che prende i suoi pennelli e parte alla volta di Venezia, Padova e Cortina, per installare i suoi ‘studi volanti’ rispettivamente al Caffè Florian, al Caffè Pedrocchi e al Bar del Posta. 

Giunge anche a Capri, di cui l’affascina la vita brulicante d’anime e la luminosità del cielo. 

E’ ormai un artista conosciuto e affermato. Dipinge ritratti per Valentina Cortese, Liz Taylor, Gina Lollobrigida; Sandro Pertini gradisce un suo quadro, i reali di Svezia altrettanto, Carlo d’Inghilterra e Lady Diana lo incontrano a Venezia. 

Baccellieri “è insieme un personaggio proustiano, che custodisce nel suo animo lo stupore dei primi anni del Novecento di fronte alla meraviglia della tecnica, quello nato negli anni in cui la modernità spostava la sua azione dalla produzione alla comunicazione, e la madeleinette che scatena il ricordo”
fonte (Renato Nicolini, “I luoghi di Stellario”, Roma, 13 marzo 2004).
 

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