Progetto di installazioni ambiente, resina eco e colori
Salvatore Piromalli
Vogliamo ingrandire gli animali più piccoli che popolano i nostri boschi, mirando così ad attirare l’attenzione sui problemi che incontrano e su quanto la divulgazione scientifica soprattutto tra i più giovani possa essere loro d’aiuto!!!
Al @facefestival Ho intenzione di lanciare una proposta, mai una provocazione impegnandomi come attivista e come guida di garantire alla città di Reggio Calabria la possibilità di ampliare la conoscenza naturale attraverso focus sulla fauna e percorsi didattici. Mettendo a disposizione di tutti le più grandi collezioni zoologiche naturalistiche.
Salamandra Pezzata 2026
Ecco dove vive l’opera:: 38.162758,15.8434450
L’opera “salamandra pezzata” nasce dalla volontà dell’artista di riprodurre animali tipici e caratteristici del territorio aspromontano. L’interesse verso questo tema è generato dalla professione di naturalista preparatore, tassidermista (imbalsamatore) che fusa all’attività di guida ambientale escursionista crea il bisogno impellente di trasmettere al prossimo la stessa passione verso il mondo naturalistico conoscendo e rispettando gli equilibri dell’intero ecosistema.
Ingrandire gli animali più piccoli che popolano i nostri boschi,mira ad attirare l’attenzione sui problemi che incontrano e su quanto la divulgazione scientifica soprattutto tra i più giovani possa essere loro d’aiuto.
Quest’anno è stato scelto un anfibio che spesso anche gli escursionisti meno esperti incontrano sui sentieri soprattutto dopo una bella piovuta,la salamandra che con i suoi colori accesi suscita interesse e curiosità si muove lenta e goffa e questo la rende estremamente vulnerabile,compie piccole migrazioni nel periodo riproduttivo e conoscendola si può godere della sua presenza senza interferire con comportamenti errati.Ad attirare l’attenzione dell’artista però è la strategia “pacifica” che l’animale adotta come forma di difesa,scientificamente chiamata aposematismo.L’aposematismo altro non è che una colorazione accesa e vivace quasi innaturale che utilizzano alcuni animali per comunicare ai predatori la propria tossicità(le macchie gialle nel caso della salamandra),una sorta di cartello d’avvertenza che urla ATTENZIONE SONO TOSSICO NON MANGIARMI.
Questo modo pacifico di affrontare il nemico prevenendo il problema salva entrambi e questo è il fulcro dell’opera,imparare a conoscere e farsi conoscere,mettere in risalto i lati meno belli della propria personalità proprio come la salamandra che comunica la sua tossicità nascosta dietro un giallo meraviglioso,lei non attacca,avverte,e questo la rende vulnerabile e coraggiosa .
È uno spunto riflessivo che ci aiuta a comprendere quanto preciso sia l’equilibrio tra specie che ci immerge nell’idea rassicurante che tutti gli esseri viventi compresi noi facciamo parte di un meccanismo semplicemente PERFETTO.
Rosalia alpina 2025
Ecco dove vive l’opera:: 38.162758,15.8434450
L’opera, modellata in vetroresina a basso impatto ambientale, rappresenta in scala ingrandita la Rosalia alpina, raro abitante delle faggete, considerato uno dei più bei coleotteri italiani per la sua splendida livrea, ed inserito come specie prioritaria nella Direttiva Habitat e in lista rossa IUCN come specie Vulnerabile a causa delle popolazioni frammentate e della perdita di habitat. E’ considerato un indicatore ambientale dello stato dei boschi di faggio.
In questa opera, l’insetto diventa simbolo della marginalità e metafora della paura del diverso: come accade spesso agli insetti — ignorati, schiacciati, calpestati — anche le persone che vivono ai margini, fuori dalle norme sociali e culturali, subiscono violenze e invisibilizzazione. L’artista lega la fragilità della Rosalia alpina alle esperienze di bullismo, esclusione e negazione dei diritti, trasformando un piccolo essere minacciato in una creatura monumentale e resistente.
Rosalia alpina non è solo un omaggio alla biodiversità dell’Aspromonte, ma un gesto poetico e politico che invita a guardare con occhi nuovi ciò che è fragile, diverso e prezioso. Un corpo marginale che reclama spazio, visibilità e rispetto.
Doretta
Salvatore Piromalli, in arte Doretta, è un naturalista preparatore originario di Reggio Calabria. Si occupa dello studio, della conservazione e della preparazione tassidermica della fauna selvatica, con particolare attenzione agli ecosistemi dell’Aspromonte. È curatore del Museo Diorama, uno spazio dedicato alla fauna del Parco Nazionale d’Aspromonte, nato per promuovere la conoscenza scientifica del territorio attraverso esposizioni, laboratori e percorsi educativi. Ha collaborato con i principali musei di storia naturale d’Italia realizzando diorami e specializzandosi nella riproduzione di anfibi,rettili,funghi e piante apprendendo nei suoi viaggi in giro per la nazione le più antiche tecniche di preparazione presso le botteghe dei più celebri artisti del settore, e affiancando a queste le tecniche più moderne ed avanzate all’estero.
Parallelamente alla sua attività scientifica, dà vita a Doretta, identità drag con cui esplora i linguaggi della creatività, dell’ironia e dell’attivismo socio-culturale. Madrina del Gay Pride Calabria e presidente onorario di arcigay i due mari Doretta è un’icona nazionale della visibilità LGBTQIA+: una figura riconoscibile, libera e provocatoria, che porta, tanto nei contesti centrali quanto in quelli rurali e periferici, un messaggio di autodeterminazione, orgoglio e inclusione. Attraverso performance, interventi pubblici e progetti artistici, promuove la libertà di espressione e il dialogo tra comunità e territorio.

